
I sensitivi. Nulla sfugge alla loro brama di catalogare ogni persona che incontrano. Appollaiati sul pulpito di una chiaroveggenza innata, fabbricano scontrini nominali che di volta in volta ti consegnano con annessa busta della spesa, per coprire quel dettaglio della tua persona che loro sì hanno scoperto ma che ti consigliano di non mostrare apertamente. Certo, di contro, sono i primi che impastano a loro piacimento il contenuto della loro idea ma ahimè, purtroppo, la loro voce va presa un po’ come un oracolo: se ti fuggi dal tuo peccato tu per loro sei spacciato. Loro sanno chi sei, conoscono il tuo umore prima che tu lo avverta, ritagliano la sagoma del tuo portamento soffocando ogni replica avversa al loro intento. Diroccati da una vita nel loro ventre, dovrebbero piuttosto ascoltare sè stessi che indovinare il destino dell’altra gente. Tanto di ogni loro profezia non rimarrà niente che il vento non porterà via. Attenti al karma, piccoli artigiani di bugia.
I politicamente corretti. Li vedi lontano un miglio i bianchetti umani, si arrampicano a correggere ogni sbandamento imperdonabile. L’ultima? Beh, sopraggiunti all’altezza della bandiera italiana non potevano canticchiare quel motivetto così impopolare: l’inno di Mameli. Che diamine, davvero ancora dopo 170 anni volete ingannare questi orsacchiotti buonisti? L’inno deve essere inclusivo! Francamente, mi aspettavo che le giuggiole crescessero sugli alberi e non nel deserto cronico di soggetti senzienti. Saziano il loro intelletto con prelibatezze modeste: burro d’ipocriti, spaghetti alle frottole, petto ti bollo!, saltimbocca alla roman* (l’asterisco ingloba un po’ tutt*, sia mai qualche marziano si senta escluso).
I segugi della notizia. Non fanno in tempo a scendere dal letto che già devono dire la loro. Cani da tartufo prestati ad annusare ogni puzza che il mondo produce giornalmente. La loro indignazione quotidiana li porta velocemente alla foce di un fiume che imbocca le sue acque col mare. Chissenefrega di ciò che sta a monte, l’importante è farsi un’opinione a valle. Purtroppo, mentre accanivano la loro veemenza contro il gesto scorbutico di Musk, dei poveri annullati dalla guerra cercavano, durante il cessate il fuoco, qualche brandello di pietra casalinga nel fantasma di una città rasa al suolo. Un consiglio prezioso per voi seguaci della superficie: governate la vostra ira bersagliandola verso questioni che meritano la giusta attenzione. E soprattutto, dosate le parole e non scomodate concetti storici. Discernere al posto di scegliere: nel primo caso ti crei un tuo parere solido, nel secondo aderisci a ciò che già esiste. Non devi prendere parte a, ma interpretare al meglio la tua parte in questo caotico palcoscenico di personaggi in cerca d’autore.
Lascia un commento